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Posts Tagged ‘ricordo’

_DSC9051-EditD70 – 105mm, 1/10 sec f/2.8, ISO 500

Questa immagine é stata “commissionata” da una lettrice di thedustylens. Mi ha mandato uno scritto che raccontava un personale, squallido, episodio di violenza e mi ha chiesto di pubblicarlo con un’immagine. Per raccontare fotograficamente questa brutta esperienza ho composto tre immagini, ognuna con un accento diverso, e le ho sottoposte al suo giudizio. Ha scelto questa.
Il simbolismo credo sia ovvio: un fiore stritolato da una mano incurante, fredda, sotto una luce altrettanto spietata. La vignettatura, la profonditá di campo ed il bianco e nero sono stati aggiustati con l’intento di sottolineare un ricordo, distante nel tempo e nello spazio e contemporaneamente vivo perché rivissuto ogni volta senza mai sbiadire.

post originale

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_DSC9033-Edit-2D70 – 105mm, 4 sec f/2.8, ISO 200

Immagine di difficile realizzazione, soprattutto perché ho dovuto provare numerose posizioni del flash e dell’intensitá dell’illuminazione ambientale prima di ottenere l’effetto silhouette come lo avevo pensato. Lo sfondo ed il piano di supporto sono stati fasciati con velluto nero per minimizzare i riflessi. Il trattamento ha reso la foto scura, mantenendo solo un forte contrasto nella zona delle luci. L’immagine vuol appena suggerire la forma della scarpa con il tacco, simbolo di femminilitá. L’intento é quello parlare ad una presenza femminile amata nel passato e che si sente essere in procinto di andarsene.

Temo il giorno che mi chiederai di lasciar perdere, anche se so che quel giorno sarai amata di nuovo.

post originale

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3250-3251D70 – 24mm, 3 sec f/16, ISO 200

Foto composta da diversi scatti, su cavalletto, tutti con le medesime impostazioni. In seguito le immagini sono state fuse ed uniformate tra di loro. Ritrae una cascata nei pressi dell’Aquila, un posto magico e verdissimo. Vi sono alcuni errori in questa fotografia, sia nella fusione delle immagini originali che nella distribuzione della luminositá. In particolare, l’acqua risulta bruciata.

Nel post originale l’immagine ha come accompagnamento uno scritto di una lettrice di thedustylens, la quale ha scritto quelle parole ispirandosi alla foto.

post originale

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_dsc8962-editD70 – 105mm, 6,0 sec f/13, ISO 200

Macro di petali di gerbera, luce naturale e cavalletto. Visto che il soggetto era fermo ho optato per una apertura abbastanza chiusa per rendere l’immagine molto nitida. Nulla di tecnicamente difficile in questa foto, salvo un leggero post processing sull’istogramma per  far risaltare la texture dei petali, ed un taglio nella parte superiore per escludere dettagli non pertinenti. Secondo me, il nocciolo di questa foto sta nella dicotomia tra l’idea di delicatezza dei petali e la forza espressa dalle loro nervature.

Questo insieme di caratteristiche mi ha fatto ricordare il seme. Giallo dorato, timido, chiuso, rigido e fragile insieme, nascosto ai miei occhi, cercato invano, baciato dalla terra di nascosto, dove sbocciano fiori immaginari.

post originale

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_dsc30991D70 – 24mm, 1/350 sec f/2.8, ISO 200

Uno dei primi scatti con l’allora nuovissimo SIGMA 24-70 f/2.8, fonte di gioia fotografica. Il titolo voleva essere beneaugurale per futuri scatti e poetici voli. Lascio a voi giudicare se lo sia stato veramente, visto che l’avevo scelta come primo scatto da mettere sul blog precedente. Il soggetto é una roccia friabile sulle sponde del lago delle Giacopiane. La foto non é un gran che, anzi, abbastanza banale. E’ stata messa in b&w passando allo spazio di colore Lab, é stato incrementato il contrasto e stirato l’istogramma con le curve (a quel tempo usavo solo Photoshop).

Fogli sottili, pensieri che si accavallano nella mente. Apparentemente privi di spessore, sedimenti nel cuore.

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dsc_3141D70 – 70 mm, 1/180 sec f/5.6, ISO 200

Questa foto é stata pubblicata su thedustylens appena dopo il terremoto in Abruzzo e ritrae la basilica di S. Maria di Collemaggio. Dato l’affetto che ho per quei luoghi non ho potuto che ricordarli pubblicando l’immagine di una delle costruzioni simbolo della bellissima cittá dell’Aquila. Il ricordo, appunto, é la chiave di lettura di questa immagine. Non é stata scelta una bella foto: é piatta e slavata. E’ stata resa cosí abbassando la saturazione dei colori per renderli sbiaditi, incrementando la naturale vignettatura della lente e aumentando un poco il contrasto per rendere i contorni piú netti. Questi accorgimenti sono stati usati per sottolineare il ricordo, ma un ricordo triste.

La memoria non basta per ricordare i colori, i suoni e gli odori. Nemmeno le pietre possono veramente dirsi morte, a meno che non si sia costretti ad osservarle attraverso un’immagine, quando solo quella ci resta di esse.

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