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Posts Tagged ‘pietra’

A volte

DSC_1392-EditD70 – 70mm, 1/320 sec f/6.3, ISO 200

Negativo di un’immagine a colori. Ritrae un muretto a secco dal quale esce un rivolo d’acqua. Il negativo lascia abbastanza perplessi perché non é immediatamente intuibile e questo fa apparire la foto astratta. A parte la resa in negativo, non ci sono stati altri trattamenti.
L’immagine mi fa pensare che a volte non siamo certi di quello che pensiamo o sentiamo; e  mentre medito su questo, mi rendo conto che a volte preferiamo essere ciechi alla veritá. I sentimenti ed i sensi, spesso, sono filtri che ci fanno vedere ciò che desideriamo nascondendoci il resto.
Questo potere ci tenta spesso ma é terribile. Ci attrae come un insetto viene attratto dalla luce. Nel suo volo verso la morte non distingue piú il piacere dal dolore.

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_dsc30991D70 – 24mm, 1/350 sec f/2.8, ISO 200

Uno dei primi scatti con l’allora nuovissimo SIGMA 24-70 f/2.8, fonte di gioia fotografica. Il titolo voleva essere beneaugurale per futuri scatti e poetici voli. Lascio a voi giudicare se lo sia stato veramente, visto che l’avevo scelta come primo scatto da mettere sul blog precedente. Il soggetto é una roccia friabile sulle sponde del lago delle Giacopiane. La foto non é un gran che, anzi, abbastanza banale. E’ stata messa in b&w passando allo spazio di colore Lab, é stato incrementato il contrasto e stirato l’istogramma con le curve (a quel tempo usavo solo Photoshop).

Fogli sottili, pensieri che si accavallano nella mente. Apparentemente privi di spessore, sedimenti nel cuore.

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dsc_3141D70 – 70 mm, 1/180 sec f/5.6, ISO 200

Questa foto é stata pubblicata su thedustylens appena dopo il terremoto in Abruzzo e ritrae la basilica di S. Maria di Collemaggio. Dato l’affetto che ho per quei luoghi non ho potuto che ricordarli pubblicando l’immagine di una delle costruzioni simbolo della bellissima cittá dell’Aquila. Il ricordo, appunto, é la chiave di lettura di questa immagine. Non é stata scelta una bella foto: é piatta e slavata. E’ stata resa cosí abbassando la saturazione dei colori per renderli sbiaditi, incrementando la naturale vignettatura della lente e aumentando un poco il contrasto per rendere i contorni piú netti. Questi accorgimenti sono stati usati per sottolineare il ricordo, ma un ricordo triste.

La memoria non basta per ricordare i colori, i suoni e gli odori. Nemmeno le pietre possono veramente dirsi morte, a meno che non si sia costretti ad osservarle attraverso un’immagine, quando solo quella ci resta di esse.

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