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Archive for the ‘Sproloqui’ Category

_DSC7300-EditD70 – 34mm, 1/125 sec f/9.5, ISO 400

… ho fotografato un fantasma! O meglio, mi convinco di averlo fatto, e nel convincermi convinco anche voi che nei fantasmi non credete, e perpetuo la convinzione in voi , che nei fantasmi credete. E dunque e’ nel credere che si forma la nostra realta’, e la convinzione altro non e’ che mantenere la credenza fintanto che diventa assurdo credere il contrario. “E il dubbio” mi direte? Chissenefrega. Negare, negare ed ancora negare, finche’ nel vostro interlocutore non si sgretoli la granitica convinzione, perche’ tutti abbiamo dubbi, e la negazione e’ per noi forza ed alimento dell’ego, cuneo sempre pronto all’uso conficcato ben bene nell’altrui tronco. Poco importa se amico o nemico. L’ego (ri)conosce solo se stesso.

Qualche riferimento alla  politica dei giorni nostri? Non ne sono affatto convinto…

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A volte

DSC_1392-EditD70 – 70mm, 1/320 sec f/6.3, ISO 200

Negativo di un’immagine a colori. Ritrae un muretto a secco dal quale esce un rivolo d’acqua. Il negativo lascia abbastanza perplessi perché non é immediatamente intuibile e questo fa apparire la foto astratta. A parte la resa in negativo, non ci sono stati altri trattamenti.
L’immagine mi fa pensare che a volte non siamo certi di quello che pensiamo o sentiamo; e  mentre medito su questo, mi rendo conto che a volte preferiamo essere ciechi alla veritá. I sentimenti ed i sensi, spesso, sono filtri che ci fanno vedere ciò che desideriamo nascondendoci il resto.
Questo potere ci tenta spesso ma é terribile. Ci attrae come un insetto viene attratto dalla luce. Nel suo volo verso la morte non distingue piú il piacere dal dolore.

post originale

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_DSC9051-EditD70 – 105mm, 1/10 sec f/2.8, ISO 500

Questa immagine é stata “commissionata” da una lettrice di thedustylens. Mi ha mandato uno scritto che raccontava un personale, squallido, episodio di violenza e mi ha chiesto di pubblicarlo con un’immagine. Per raccontare fotograficamente questa brutta esperienza ho composto tre immagini, ognuna con un accento diverso, e le ho sottoposte al suo giudizio. Ha scelto questa.
Il simbolismo credo sia ovvio: un fiore stritolato da una mano incurante, fredda, sotto una luce altrettanto spietata. La vignettatura, la profonditá di campo ed il bianco e nero sono stati aggiustati con l’intento di sottolineare un ricordo, distante nel tempo e nello spazio e contemporaneamente vivo perché rivissuto ogni volta senza mai sbiadire.

post originale

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3250-3251D70 – 24mm, 3 sec f/16, ISO 200

Foto composta da diversi scatti, su cavalletto, tutti con le medesime impostazioni. In seguito le immagini sono state fuse ed uniformate tra di loro. Ritrae una cascata nei pressi dell’Aquila, un posto magico e verdissimo. Vi sono alcuni errori in questa fotografia, sia nella fusione delle immagini originali che nella distribuzione della luminositá. In particolare, l’acqua risulta bruciata.

Nel post originale l’immagine ha come accompagnamento uno scritto di una lettrice di thedustylens, la quale ha scritto quelle parole ispirandosi alla foto.

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Mareggiata

_dsc2351D70 – 52mm, 1/8 sec f/32, ISO 200

Uno dei primi tentativi di mosso “artistico”: onda che si frange sul bagnasciuga in un giorno di mare mosso. Esposizione non lunghissima ma sufficiente a catturare abbastanza bene il movimento dell’onda, lasciandola quasi irriconoscibile. La foto é stata tagliata rimuovendo la parte di spiaggia e di cielo, e risistemata sia nei colori che nel contrasto. il bilanciamento del bianco é sul grigio del cielo (rimosso) mentre il contrasto é stato aggiustato con le curve cercando di aumentare il differenziale nella parte di acqua che prorompe dal suolo rimbalzando.  Questa immagine mi dá un senso di maestá, di potenza, e nel contempo di soffice cotone. Mah…

post originale

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Sogno in verde

dream-in-greenD300 – 62 mm, 1/200 sec f/2.8m ISO 200

Questa immagine fa parte di una serie di foto il cui tema é il colore. E’ stata realizzata fotografando la luce di una candela su un foglio di carta verde retroilluminato (appoggiandolo al vetro della finestra). La sfocatura estrema é stata fatta ad arte per rendere la fiamma poco riconoscibile e farne una macchia di colore. Sono stati fatti 2 scatti con diversa sfocatura che poi ho unito in postprocessing rendendo la sensazione di un libro con le pagine rovesciate. Mi sono servito di questi espedienti per sottolineare il sogno, come immagine indistinta ma vivida, ed a volte anche contro la logica. Anche se la messa a fuoco non lo rendeva necessario, ho usato la massima apertura dell’obiettivo per sfruttare ulteriormente la morbidezza dell’immagine.

post originale

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_d3c9537

_d3c9538

_d3c9556D300 – 100 mm, 1/8 sec f/32, ISO 100

Questo curioso trittico é nato da un’immagine che avevo in testa, decisamente molto piú drammatica, del camminare. Sono partito con il mio cavaletto nuovo di zecca (un rispettabile Manfrotto 190X pro B, decorato dalla D300 e da un piú che rispettabile 100-300 f/4) per le vie del centro e mi sono soffermato sul movimento del passeggio. Dopo alcune prove sui tempi di scatto mi sono reso conto che l’immagine drammatica che avrei voluto ottenere veniva fuori senza vita ma ho osservato che alcuni (che camminavano molto di fretta) risultavano con una gamba praticamente mozzata. Ho aumentato il tempo di scatto fino ad ottenere l’effetto che vedete sopra. La gamba in movimento non é stata cancellata ma rimane semplicemente nascosta perché troppo rapida. Il postprocessing si é limitato a unifomare il taglio e le leggere differenze di luminositá tra gli scatti.

post originale

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